INCA PARTE 28
La civiltà Parte 13
L'amministrazione Parte 1
L'amministrazione
di un impero vasto come quello inca non fu un fatto compiuto, ma si
sviluppò di pari passo con la crescita dei territori amministrati.
Inizialmente, quando lo Stato era limitato a poche leghe intorno al
Cuzco, furono sufficienti pochi capaci funzionari per regolare la vita
delle comunità, ma quando le etnie assimilate diventarono numerose, si
rese necessario espandere anche le strutture addette al loro controllo e
alla loro direzione. La caratteristica principale che regolava i
rapporti tra il potere centrale e le regioni periferiche era quello
della ridistribuzione e della reciprocità che tanto avrebbe
impressionato i conquistatori spagnoli. Si trattava di un interscambio
di beni che si svolgeva a vantaggio di tutta la società. Prima della
conquista degli Inca, le varie comunità vivevano in una sorta di
autarchia che non consentiva uno sviluppo omogeneo. Alcune tribù
producevano, ad esempio, mais in eccesso, ma mancavano di lana per i
propri abiti e viceversa. Gli Inca regolarono il problema attraverso una
saggia ridistribuzione, provvedendo cioè a ritirare i prodotti
superflui e a fornire a tutti i loro sudditi i beni necessari ad una
serena esistenza. Gli indigeni consegnavano i loro prodotti o fornivano
la loro forza lavoro e in cambio ricevevano assistenza e godevano di
migliorie nelle tecniche di coltivazione
Il sistema amministrativo degli Inca, al momento del loro massimo
sviluppo, venne perciò improntato ad un'economia generalizzata,
necessariamente complessa. Il fulcro della struttura era rappresentato
dal "curaca", il capo locale che era, nello stesso tempo, il
sorvegliante dei suoi sudditi e l'intemediario con la direzione del
Cuzco. Godeva di un sistema di reciprocità personalizzato, grazie alla
parentela tramite matrimonio che contraeva con l'Inca, a cui concedeva
le figlie e da cui riceveva delle nobili in sposa, ma la sua non era una
posizione di comando assoluto.
Sergio Dalma - Solo para Ti
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