Economia
Dopo aver vissuto un periodo di lenta crescita dell'economia tra il 1994 e il 2003, il Paraguay ha avuto tra il 2004 e il 2008 una fase di recupero economico, con una crescita media annuale del PIL del 4,8%, trascinata in principal modo dallo sviluppo del settore agricolo. Nel 2009 il Paese fu colpito da una forte recessione, dovuta in particolar modo alla siccità che ha colpito l'agricoltura, seguita però nel 2010 da una delle più significative crescite mondiali, arrivando ad un aumento del 14,5% del PIL.
La crescita economica non ha tuttavia contribuito alla diminuzione del tasso di povertà, che riguarda il 38% della popolazione; la disoccupazione è diminuita tra il 2003 e il 2008 dal 13% al 6%, ma il livello di sottoccupazione nel periodo è aumentato al 26,5%.
L'agricoltura e l'allevamento rappresentano il settore più importante dell'economia del Paraguay, coprendo un quinto della produzione totale; le industrie presenti nel Paese sono inoltre impegnate per la maggior parte nelle attività di trasformazione dei prodotti agricoli, pastorali e forestali. Il Paese è il sesto produttore mondiale e il quarto esportatore di soia; anche la produzione di carne bovina pone il Paraguay al nono posto tra i più importanti esportatori mondiali. Altre coltivazioni di notevole importanza sono il mais, il grano, il girasole, la cassava, la canna da zucchero, il sesamo, il fagiolo, il riso e il cotone. Coltivazioni tipiche del territorio sono inoltre il mate e la stevia.
La produzione mineraria è scarsa e riveste una parte poco rappresentativa del prodotto nazionale; si estraggono principalmente rocce calcaree per la produzione di cemento, sale e caolino.Nel 2011 è iniziato un progetto pilota per l'estrazione di biossido di titanio nella zona di Minga Porá.
Adriano Celentano - Non so più Cosa fare
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