lunedì 30 novembre 2020

30 NOVEMBRE 2020

  EUROPA PARTE 398- Stati dell' Europa Parte 302

CROAZIA AI

Gruppi Etnici 25

Italiani di Croazia f

Croatizzazione

Gli Italo-croati hanno conosciuto negli ultimi due secoli un processo di croatizzazione. Questo processo è stato "schiacciante" specialmente in Dalmazia, dove nel 1865 i censimenti austriaci registravano 55.020 italofoni, pari al 12,5% del totale, ridotti nel 1910 a 18.028 (2,8%). Nel 2001 ne sono stati contati all'incirca 500, concentrati prevalentemente a Zara.
Gli Italo-croati sono praticamente scomparsi dalle isole della Dalmazia centrale e meridionale durante il governo di Tito, mentre ai tempi del Risorgimento gli italiani erano ancora numerosi a Lissa ed in altre isole dalmate.
Anche nelle città dalmate si registrò una simile diminuzione: nella città di Spalato nel 1910 vi erano oltre 2.082 Italiani (9,75% della popolazione), mentre oggi ne resta appena un centinaio intorno alla locale Comunità degli Italiani.
L'ultimo colpo alla presenza italiana in Dalmazia e in alcune zone del Quarnaro e dell'Istria ebbe luogo nell'ottobre del 1953, quando le scuole italiane nella Iugoslavia comunista furono chiuse e gli allievi trasferiti d'imperio nelle scuole croate.
A Lagosta (in croato Lastovo), che appartenne al Regno d'Italia dal 1918 al 1947, ancora oggi vi sono alcune famiglie italo-croate non completamente croatizzate.

Lagosta e Pelagosa

L'isola di Lagosta appartenne all'Italia dal 1920 fino alla fine della seconda guerra mondiale. Mentre fino al 1910 la presenza di italofoni nell'isola era risibile (8 nel territorio del comune su un totale di 1.417 abitanti), negli anni '20 e '30 vi si trasferirono parecchie famiglie di dalmati italiani, provenienti dalle zone della Dalmazia passate alla Jugoslavia. Negli anni trenta circa la metà degli abitanti era di lingua italiana, ma emigrò nella quasi totalità dopo la fine della seconda guerra mondiale.
Alcune famiglie venetofone o italofone (anche se molto croatizzate) sono ancora presenti nell'isola di Lesina, dove è stata promossa la creazione di una sede dell'Unione Italiana - intitolata allo scrittore lesignano Giovanni Francesco Biondi - per tutti gli Italo-croati della Dalmazia meridionale.
Pelagosa (ed il suo piccolo arcipelago) fu popolata assieme alle vicine isole Tremiti da Ferdinando II del Regno delle Due Sicilie nel 1843 con pescatori provenienti da Ischia, che vi continuarono a parlare il dialetto d'origine. Il tentativo fallì ed i pochi pescatori emigrarono a fine Ottocento. Le autorità italiane durante il Fascismo vi trapiantarono alcuni pescatori dalle Tremiti, che lasciarono l'isola quando passò ufficialmente alla Iugoslavia nel 1947. L'arcipelago di Pelagosa è disabitato.

Scuola e lingua italiana

In molti comuni della Regione istriana (Croazia) vigono statuti bilingui, e la lingua italiana viene considerata lingua co-ufficiale.
Vi sono alcune scuole italiane in Istria, specialmente nei territori della ex-zona B: scuole elementari a Buie, Umago, Cittanova, Parenzo, Pola e Rovigno; scuole medie a Pola e Rovigno.
Nella città di Fiume la scuola italiana dispone di asili, elementari, medie ed un liceo. La proposta di elevare l'italiano a lingua co-ufficiale, come nella Regione Istriana, è in discussione da anni.
A Zara la locale Comunità degli Italiani ha richiesto dal 2009 la creazione di un asilo italiano. Dopo notevoli opposizioni governative, con l'imposizione di un filtro nazionale che imponeva l'obbligo di possesso di cittadinanza italiana per l'iscrizione, alla fine nel 2013 è stato aperto ospitando i primi 25 bambini. Dal 2017 una scuola elementare croata offre lo studio della lingua
italiana come lingua straniera. Corsi di italiano sono stati attivati anche in una Scuola media superiore epresso la facoltà di Lettere e Filosofia. Un asilo italiano è stato aperto nel 2010 anche a Lussinpiccolo.

Gabry Ponte - Geordie

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