PENSIERI IN LIBERTA'
Mentre guardo l’autunno infilarsi nell’estate cerco di fermare i miei pensieri.
Non è un volo armonioso. Sono disordinati. Si sovrappongono velocemente. Ricordi e preoccupazioni. Tutto quello che mi ha tenuta appesa alla paura a guardare la vita scorrere. Sto parlando degli ultimi dieci anni. Anni terribili di confusione e paura.
All’ora del tramonto, in alcune giornate di settembre, tutto diventa di un bellissimo color oro pallido e il cielo si offre a stormi di uccelli che si preparano ai grandi viaggi. Inizia il periodo delle migrazioni verso il caldo. Anche se qui ancora la temperatura tiene. E’ bello guardarli disposti a triangolo stagliarsi verso nuovi orizzonti.
Oggi, guardarli mi da un senso di gioia e di pace perché anche io sono in movimento. Sto riprendendo in mano la mia vita, dopo anni da incubo. Ricordo ancora lo sgomento che provavo dieci anni prima quando guardavo la stessa scena. Mi pervadeva un senso di vuoto, di irrisolto che mi sprofondava nella disperazione.
Ero come prigioniera di invisibili catene. Un senso di immobilità che a malapena mi permetteva di comprendere che ero ancora viva. Per un lungo tempo mi sono considerata una sopravvissuta. A tratti mi dicevo che era inutile sforzarmi che tanto non avrei potuto farcela. Balle! Era ciò che mi avevano fatto credere da sempre.
In un giorno qualunque, anzi una domenica qualunque, seduta in un bar di Marienplatz a Monaco, guardo la folla variopinta passeggiare e mi scorgo a spiare i loro volti, le loro espressioni tentando di immaginare le dinamiche che li legano alle persone in loro compagnia. Mi rendo conto che il mio vissuto interviene a condizionare ciò che di loro immagino.
Poi, immagino i grandi scrittori, tutti più o meno si sono seduti in qualche café ad osservare la gente prima di trovare l’ispirazione per scrivere i loro grandi romanzi. Non è il mio caso. Non scriverò un grande best seller. Solo darò spazio a pensieri in libertà. Forse riuscirò a metterli in ordine.
Ancora pensieri. Diversi. Mi chiedo lui dove sarà e cosa starà facendo. Sarà anche lui seduto in un café ad osservare la gente? Chissà se qualche volta gli torno in mente? Avrà compreso? Non lo so e forse non lo saprò mai. So solamente che non riesco a togliermelo dalla mente. Continuo a pensare a lui. Mi manca. Vorrei non averlo mai incontrato. No, questo non è vero. Mi ha insegnato molto e molto di più mi ha aiutata a risvegliare la persona che sono e non credo lo sappia, ne se ne sia mai reso conto. Gli sarò sempre grata.
“Too far to be seen, too near to be forgotten. That moment of her life was there, like a miliar stone that indicates a sort of border between before and now.
That day she was simply walking in the park. She didn’t look for anything. But… she met him. Blonde hair, intense glaze”.
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