Trentotto anni mal spesi. O forse soltanto mal vissuti. Alto e ossuto. Il viso consumato dalla vita in strada. Un paio di denti rotti durante una colluttazione con un altro uomo, anche lui senza fissa dimora, ma più scafato. Voleva i suoi documenti. Ruggero li difese con le unghie e con i denti, era tutto ciò che gli rimaneva per non abbruttirsi completamente come quell'altro. Italiano pure lui, chissà chi era, da dove veniva e qual'era la sua storia? A Ruggero non fu dato saperlo. Riuscì a salvare il suo poco ma si ritrovò con due denti rotti e niente soldi per rimpiazzarli. Poco importava. Non aveva cero una vita sociale che lo richiedesse, solo qualche lavoretto temporaneo mal pagato con cui non poteva permettersi nemmeno una casa. Nel tempo aveva imparato come muoversi in quel mondo a parte, dove stare per non fare brutti incontri e stare tranquillo con i suoi ricordi.
Sognava molto, quando dormiva ma soprattutto ad occhi aperti. Quando viveva una vita diversa. Sfortunato dal principio. Era nato in una famiglia di tossici. Allontanato dalla famiglia aveva trascorso infanzia e adolescenza nelle strutture riservate ai casi come il suo. Ma con tenacia era riuscito a prendere un diploma a cui seguì un buon lavoro. Tutto filava per il suo verso, come se ad un certo punto la fortuna si fosse accorta di lui. Incontrò Alice. Una meraviglia di ragazza. Gli voleva bene e con lei era felice. Si sposarono. Per un paio d'anni vissero in Paradiso. Finché quel giorno terribile cambiò per sempre la sua vita. Il giorno che lui continuava a rivedere nella sua mente come un film terrificante. La telefonata dei Carabinieri sul posto di lavoro. La corsa come un pazzo. Le luci delle pantere e delle ambulanze. Il carro funebre. Un laconico mi dispiace. Il funerale. Poi il buio. Tutto si spense per Ruggero. Iniziò a trascurare il lavoro. Poi a bere. Cercava di cancellare quel giorno. Voleva svegliarsi da quell'incubo senza fine ma non ci riusciva. Un giorno iniziò a rivederla e a rivivere con lei quella vita che non avrebbero più avuto, perlomeno non in questa dimensione.
Finirono i soldi. Tutti si allontanarono o fu lui ad allontanarli preda della sua depressione, ma nel suo mondo ora non c'era più posto per loro. Soltanto lei poteva accompagnarlo nel suo delirio allucinato. Si ritrovò per strada. Dormiva sulle panchine. Si rifugiava malvolentieri nei centri di accoglienza, ma durante l'inverno quando le temperature erano troppo rigide non poteva farne a meno, benché poco gli importasse, dato che non vedeva l'ora di raggiungere Alice....
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