mercoledì 27 dicembre 2023

27 DICEMBRE 2023 - UN UOMO TROPPO SOLO

...Simone sorseggiava il suo tè, seduto sul balcone ad ammirare quella straordinaria primavera inoltrata.

ALICE

...Si accorse allora che giù in strada c'era una gran confusione, ora erano intervenuti anche i vigili urbani.

L'automobilista inviperito aveva chiamato col suo cellulare per sollecitarne l'intervento, il padre del bambino sbraitava ed il bambino piangeva...

...Quante volte a lui, bambino, era capitato di piangere? Spesso. Ma sempre di nascosto, col terrore di essere scoperto dal conte ed essere ulteriormente castigato, per delle esternazioni così passionali e muliebri. Questo, certo, non era degno di un aristocratico! Forse. Però, era utile per scaricare le tensioni accumulate...

Una volta fu scoperto da Alice, la quale corse come un fulmine ad avvertire il conte...Anatemi e maledizioni piovvero su di lui, povero Simone!

 
The Brooklyn Tabernacle Choir -  More than Anything

Alice era sempre stata mossa da malanimo nei confronti di chiunque. Odiava Carlotta che riteneva un idolo da distruggere, disprezzava Simone che considerava un debole, invidiava Emilia che era più piccola, più carina e più amata da Carlotta, non foss'altro che per quest'ultima ragione, la doveva punire; infine, circuiva Erminia per poterla usare secondo i suoi...fini. Fu così, che la sua presenza divenne inquietante; il suo unico obiettivo in famiglia era metter zizzania. Ogni qualvolta riusciva nel suo intento e faceva scatenare una furiosa lite, si metteva in un cantuccio a godersi lo spettacolo, soddisfatta, con un enigmatico sogghigno.

Questa sorella non aveva né amici né corteggiatori. Ai tempi della scuola si inimicò tutti i compagni.
Successe non appena arrivarono in Piemonte.

Le loro origini meridionali, eccezion fatta per il conte che era nato lì e parlava anche il dialetto, trasparivano da ogni più piccolo dettaglio: l'accento per esempio, il non uso del dialetto, cosa, a quei tempi, della massima se non vitale importanza, il modo di esprimersi, il modo di approcciare il prossimo, e tanti altri modi comportamentali, ormai ai giorni nostri, fortunatamente non più discriminanti... I loro modi eleganti denotavano la loro precedente appartenenza ad un ceto sociale privilegiato...Ce n'era abbastanza per renderli oggetto di scherno o di scherzi della peggior specie in ogni occasione...

A Simone si strinse il cuore, al ricordo di un giorno in cui lui ed Alice tornavano da scuola, tenendosi per mano...

... Ad un tratto, una frotta di bambini e ragazzini, sbucati non si capiva da dove, li aveva accerchiati, e stringeva un cerchio pressante attorno a loro, li schernivano e li deridevano, e cantavano canzoncine sboccate, sostituendo i loro due nomi ai nomi originali nelle "filastrocche", e continuarono così, per un tempo che a loro sembrò più lungo dell'eternità…. Erano solo due bambini di undici e nove anni!

Ma nessuno perdonava loro niente. Perché la gente sa essere così cattiva con l'altra gente? Perché i bambini sono così crudeli tra loro? Alice piangeva ed implorava Simone di far qualcosa, ma Simone rimase fermo, paralizzato dalla paura con una gran voglia di piangere. Finalmente, il fruttivendolo, che si era goduto la scena fino ad allora, intervenne, dicendo ai ragazzi in tono di complicità: "Basta parej bocia, adés a l'an capì chi c'a l'è c'a cumanda en bele sì. Ndé a ca. Deje pi nen da ment a sti napuli sì!"

Simone era sempre stato un bambino sensibile e fu ferito profondamente da quel trattamento ingiusto, ma ancor più dalle parole dell'uomo. Esse stavano a significare che un intero paese li emarginava. Loro erano considerati peggio della peste o del colera. Erano persone di serie B, nessun nativo del paese avrebbe avuto contatti con loro, potevano contaminarsi... Eh già essere meridionali in Piemonte al tempo era come oggi avere una malattia contagiosa!

Alice, quando l'orda di ragazzotti se ne andò, lo mortificò dicendogli che lui non sarebbe mai diventato un uomo, ma che doveva fare attenzione a non diventare una donna!

Crescendo, Alice divenne una ragazza sempre più introversa e nevrotica, non sopportava niente e nessuno, e la debolezza del suo carattere si accentuò in maniera allarmante. Finite le scuole dell'Avviamento decise di non continuare a studiare, un po' perché non sopportava più il distacco con cui veniva trattata dai compagni, ed un po' perché le condizioni economiche della sua famiglia imponevano delle rinunce e dei sacrifici che lei non desiderava affrontare.

Non aveva la forza di carattere di Carlotta, ma invidiava l'incisività con cui la sorella maggiore affrontava ogni situazione che sempre riusciva a fronteggiare ed a superare, ed inoltre voleva imitarne lo stile anche nelle cose più superficiali. L'abbigliamento, per esempio, era motivo di attrito. Carlotta, da un pezzo di stoffa, ricavava abiti degni di un atelier e li sfoggiava con la classe di un'indossatrice, mentre lei li faceva fare, senza riuscire ad ottenere un'immagine altrettanto elegante...Comunque sia, in questo genere di competizione è necessaria una certa disponibilità… economica...La vita di Alice trascorreva costellata di delusioni e frustrazioni, resa ancor più triste da una buona dose di sfortuna...Dopo aver lavorato quattro anni come commessa in una panetteria, morì il titolare e la vedova fu costretta a chiudere. Si trovò così da un momento all'altro senza più nemmeno l'unico scopo che ancora rimanesse nella sua vita... il lavoro! Ora, sentiva anche l'umiliazione di doversi far mantenere dalla sua famiglia, a vent'anni compiuti!

Come se non bastasse, era di quel periodo anche una cocente delusione amorosa...Enrico dopo un anno di fidanzamento l'aveva lasciata, apparentemente, senza alcun motivo...

L'attenzione di Simone fu richiamata un'altra volta dalla bagarre che si era venuta a creare giù in strada, ora i vigili minacciavano l'intervento dei carabinieri se i contendenti non si fossero calmati... Simone rifletté fra sé e sé "Che persone spiacevoli, agitarsi così tanto, per così poco, mah!". E pensare che prima aveva provato simpatia per il bambino ed il suo papà. Tutto sommato, era, forse, più apprezzabile l'atteggiamento distaccato del conte Alfonso, che certamente non avrebbe mai e poi mai sollevato un putiferio simile!

... Il suo pensiero si rivolse ad Enrico, il grande amore di sua sorella Alice.

Era un ragazzone alto e robusto, scuro di capelli, di occhi e di carnagione, quest'ultima incentivata dal mestiere di contadino...

Alice lo aveva conosciuto nella primavera del 1955: una domenica mattina lui era andato a comperare il pane, dove lei lavorava. Era una cosa insolita, ma, poiché sua madre stava male, era toccata a lui quell'incombenza.

Alice rimase molto colpita da quel bel ragazzo dai modi semplici ed un po' rudi. Anche lui, fu colpito dalla commessa alta e magra, ma per troppa timidezza, cercarono di non dar a vedere, l'uno all'altra, l'interesse che si era reciprocamente scatenato in loro...Prima di uscire, lui le chiese in modo impacciato se poteva dirgli come si facevano gli infusi, sua madre stava male e per casa non c'erano donne che se ne potessero occupare, lui, infatti era figlio unico...

Alice, gentilmente, cosa assai strana per lei, si offrì di passare da casa sua per aiutarlo ad accudire sua madre...
Quel pomeriggio non aveva impegni, quel pomeriggio come tanti altri, quasi tutti in verità...
Finito il lavoro andò a casa per il pranzo, e dopo si preparò con una cura, insolitamente, meticolosa. Non era bella, ma era molto alta e slanciata, e agghindandosi con un po' di pazienza riusciva ad essere un tipo molto interessante. Per la prima volta, se ne accorse anche lei: era un tipo diverso da Carlotta, completamente. Quello che di sé doveva valorizzare erano altre caratteristiche, ciò le diede un po' di sicurezza in sé stessa...

Si presentò a casa di Enrico verso le quattro. Avendo intuito che al ragazzo non piacevano le perdite di tempo, venne subito al dunque. Si fece dare le erbe ed in men che non si dica preparò i decotti. E, già che c'era, si offrì di preparare roba da mangiare, così per qualche giorno avrebbero soltanto dovuto scaldarsi il cibo. Enrico apprezzò molto la disponibilità di Alice e così, verso le sette, quando lei disse che doveva rientrare, si offrì di riaccompagnarla.

La loro conversazione si risolse in poche parole:

"Sai, Alice, se tu volessi, io...mi piacerebbe riaccompagnarti a casa dal lavoro, alla sera, si, perché...io a mezzogiorno sono al lavoro nei campi, e...che cosa ne dici?"

"Mi farebbe molto piacere. Si, grazie, sei molto gentile".

E così iniziò la loro amicizia che, nel giro di qualche mese, sembrò, per entrambe, essersi trasformata in amore...

Alice era cambiata, era diventata più femminile, più tranquilla, meno accidiosa, meno intrigante, molto più tollerante, era, soprattutto, molto felice, e ciò stava operando su di lei beneficamente. Era molto contenta, anche perché la mamma di Enrico le voleva molto bene, come ad una figlia, ma soprattutto la stimava. Tant'è, che lei cercava di trascorrere con loro più tempo possibile, si sentiva più a suo agio in quella famiglia, che non nella sua. Inoltre, da quando usciva con Enrico, il problema che le sue origini le avevano sempre creato era svanito...Non certo perché l'intelligenza locale avesse subito, improvvisamente, dei cambiamenti di rotta, solo...lei non ci faceva più caso...Eh!

La forza dell'amore!

L'anno successivo fu con lei molto tiranno. Perse il lavoro, e perse il fidanzato!

Enrico, una sera andò a prenderla all'uscita del lavoro...Lei era tutto il giorno che si sentiva strana. Intuito femminile!

Non appena lo vide si accorse che c'era qualcosa che non andava. Glielo chiese. Lui negò, attribuì tutto alla stanchezza, dovuta al lavoro di contadino che era molto faticoso in quel periodo dell'anno, ed a qualche preoccupazione per il raccolto, che le previsioni facevano ritenere, sarebbe stato inferiore alle aspettative...

Lei accettò la spiegazione, ma in cuor suo temeva non fosse tutto...

Dopo un mese, lui continuò in quello stato depressivo e lei cercò, dolcemente, di convincerlo a confidarsi con lei. Era sicura che le sue pene erano anche di altra natura...

Infine, lui, mortificatissimo, le disse che forse non era più così convinto della loro relazione, che preferiva pensarci bene, che il matrimonio era una cosa seria e non dovevano sbagliarsi, che lei meritava qualcosa di più di ciò che lui poteva offrirle. Lei cercò di convincerlo che i suoi affanni erano del tutto ingiustificati, perché la vita che lui le avrebbe offerto era sicuramente la migliore che lei potesse desiderare, e questo Alice lo pensava veramente, inoltre nutriva un sincero affetto per quelli che aveva considerato i suoi futuri suoceri...Tutto ciò non bastò a convincerlo...Dal canto suo, lei pensò che Enrico avrebbe capito, che la profondità dei loro sentimenti andava ben oltre gli interessi materiali...Purtroppo, si illuse!

In verità, lui si era innamorato di un'altra, con la quale aveva ben poche speranze di successo, e ne era consapevole, ma era troppo corretto per sposare una donna senza amore e troppo sensibile per dirle che la donna dei suoi sogni non era lei, bensì, la sorella...

Di li a sei mesi da quell'ultima sera, Alice, che nel frattempo era rimasta senza lavoro, vide Enrico aggirarsi sotto casa sua, il suo cuore si accese di speranza... Cosa stava facendo? La stava forse aspettando? In men che non si dica si cambiò, si pettinò e decise di scendere con una scusa.

Ah! Quale tragica rivelazione l'attendeva!

Enrico aveva preso il coraggio a due mani ed aveva deciso di parlare a Carlotta dei suoi sentimenti. Sapendo che lei rientrava a quell'ora, l'aspettava. Non appena la vide le si avvicinò, sfortunatamente non si accorse della presenza di Alice, che lo sentì esternare la sua passione alla sorella, la quale cascò dalle nuvole allibita... Non aveva mai fatto nulla per farsi notare da lui, né lo aveva mai nemmeno considerato, se non il fidanzato di sua sorella, e comunque lei era già felicemente fidanzata...Ora, provava solo un grande imbarazzo e si chiedeva come regolarsi con sua sorella, tra loro c'erano già fin troppi problemi... Non le avrebbe detto nulla... anche per non farla soffrire inutilmente... A cena, quando Alice la incrociò si scatenò l'inferno, l'accusò di mille colpe, pianse e tra una crisi di nervi e la tentazione di strangolare quella sorella così ingombrante, Alice prese una decisione d'impulso, se ne sarebbe andata, il più lontano possibile da quella casa, dove non sopportava più di vivere...Voleva frapporre mari e monti fra sé e Carlotta...

Dopo un mese si trasferì a Roma, col consenso strappato al conte Alfonso, che aveva ceduto per disperazione o... per esasperazione?

Cercò lavoro come commessa di panetteria, fu assunta in una pasticceria... Assunzione in piena regola e stipendio di tutto rispetto! Finalmente le cose incominciavano a cambiare, o era lei ad essere cambiata? Mah...Inizialmente, alloggiò in una pensioncina molto economica, in periferia, la zona era piuttosto brutta, ma in compenso spendeva poco...con calma avrebbe affittato un'appartamentino...Ma il destino aveva in serbo per lei ben altro! Quell'anno aveva compiuto vent'anni, non era ancora maggiorenne, ma era libera...In pasticceria, conobbe un signore sulla trentina che avrebbe avuto un ruolo determinante nella sua vita...Iniziarono a frequentarsi e nel giro di poco tempo divenne la sua amante...Tanto oramai, cosa aveva lei da perdere? Il suo grande amore distrutto, quindi un uomo o l'altro non faceva nessuna differenza! Perlomeno, si sarebbe divertita e non avrebbe sofferto di solitudine, tanto più che per carattere non era mai stata, né sarebbe diventata una ragazza espansiva...Come al solito, non era riuscita a crearsi delle amicizie, eh va be' che uno si sposta e deve ricominciare, ma in dieci mesi non aveva legato con nessuno, ma proprio nessuno!





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