Un giorno, per scherzo, le propose di posare per alcune foto indossando capi di abbigliamento da pubblicizzare...Quella ragazza che fino ad un anno prima appariva come l'insignificante anatroccolo delle fiabe più classiche, si stava trasformando in una donna raffinatissima, che si poneva come bellezza aggressiva, in contrasto con i canoni stereotipati delle donne giunoniche, che imperversavano in quegli anni. Fu un successo, divenne un'apprezzata fotomodella. E successivamente, la moglie del suo intuitivo pigmalione...Fu un'unione serena, senza grosse passioni ma con molto rispetto e molta stima, purtroppo il loro matrimonio non fu allietato dalla nascita di pargoli...Alice mantenne con la sua famiglia d'origine contatti blandi e sporadici. Anche perché, lei apparteneva di nuovo ad una casta privilegiata... Cosa che non aveva mai smesso di ambire...Una maggior frequentazione con la sua famiglia?
The Brooklyn Tabernacle Choir - I speak Jesus
Sarebbe stata socialmente poco utile! A loro sentiva di non dover nulla; l'avevano sempre lasciata sola con i suoi problemi, non avevano mai neppure tentato di aiutarla, se non in modo superficiale...L'unica con cui aveva rapporti più stretti era Carlotta, ironia della sorte! Questo semplicemente perché entrambe facevano parte dello stesso mondo!....
...Simone si convinse, una volta di più, che essere una donna in quella famiglia era sicuramente un vantaggio, per affrontare la vita...Certo, una donna incontra un uomo, a lei di lui non importa nulla o quasi, e lui...l'adora, allora cosa fa? La sposa, la mantiene, la fa vivere come a lei più aggrada...Ma per un uomo è tutta un'altra storia...Come fai a darti tanto da fare per qualcuno di cui poco t'importa e ad offrirle la vita che sogna?...Impossibile...Forse, uno dovrebbe farlo per sé stesso...Ma se nemmeno di te stesso t'importa?...Ero troppo solo, sono stato troppo solo, anche per imparare a stimarmi un po'... Il suo pensiero ritornò alle parole che Enrico disse ad Alice per giustificare il suo abbandono, ora gli sembravano una specie di premonizione...
"Tu meriti molto di più!" le aveva detto...E così era stato..
Ma di lui, di Enrico, che ne era stato? Simone lo aveva saputo da alcuni conoscenti di Bra con cui ancora era in contatto... Non si era mai rassegnato, per non aver coronato il suo sogno d'amore con Carlotta, la sua grande illusione...
Per molti anni aveva continuato a sperare inutilmente, e si era abituato, alla di lei assenza, aiutandosi con un bicchiere, prima ogni tanto, poi sempre più spesso... Finché, un freddo mattino di gennaio lo trovarono in un fosso, riverso sulla sua bicicletta...già morto da diverse ore...
...Simone ripensò a quando telefonò ad Alice per informarla che Enrico era morto...Lei scoppiò a piangere e pianse a lungo...Non aveva mai smesso di amarlo e di sognare una vita da contadina con lui...
Simone si rese conto, che da parecchio non aveva più avuto notizie della sorella, che viveva a Roma e dal giorno del matrimonio si era trasferita in uno splendido attico a Vigna Clara, almeno così lei gli aveva raccontato...
Certo, non si era mai sognata di invitarlo a casa sua, l'avrebbe fatta sfigurare davanti ai suoi prestigiosi amici, un fratello operaio, non era certo un parente gran che illustre, da introdurre nell'ambiente che lei frequentava...Meglio, comunque, che stesse lontana...Purtroppo, lui la conosceva bene...Già, i loro rapporti erano per lo più epistolari, lunghe e superficiali lettere che lei inviava una volta al mese da qualche aeroporto...Forse le scriveva durante il volo per non annoiarsi...Da tre mesi non aveva più ricevuto sue notizie...Che fosse successo qualcosa? Mah! Telefonò. Il maggiordomo lo rassicurò dicendogli che i signori si erano presi una lunga vacanza e sarebbero rientrati di lì a qualche tempo...Le sue sorelle erano proprio tutte uguali...Egoiste e menefreghiste...Ma le altre, perlomeno, non infarcivano discorsi con parole melense e sdolcinate, non si profondevano in moine, che erano lungi dal rappresentare i loro veri sentimenti...Non una che si preoccupasse un po' per lui...
D'altronde era logico...coerente...Non provavano amore per lui...Forse non provavano vero amore per nessuno...
Il trillo del campanello scacciò i suoi pensieri, che peraltro si stavano incupendo...Si dette da solo del vecchio citrullo...
Che sorpresa! Emilia, la penultima delle sue sorelle, gli faceva visita! Simone, stupito, si chiese a cosa dovesse tanto onore...In un amen, si chiarì l'arcano...
"Simone, tesoro, vado al mare qualche giorno e non volevo partire senza salutarti. Non avrei rinunciato ad abbracciarti per tutto l'oro del mondo!" e tra sé e sé Emilia pensò, ma fortunatamente non lo disse, che suo fratello doveva andare in ospedale per un intervento...Se fosse capitato qualcosa e non lo avesse salutato, non avrebbe mai potuto perdonarselo... "Starai via molto?" chiese Simone.
"No. Solo una settimana. Non appena rientro, verrò a visitarti in ospedale. Senti, volevo anche sapere di che cosa potresti aver bisogno in ospedale. Dimmi pure. Non fare complimenti."
"Ho già predisposto tutto. Non mi serve nulla."
"Avrai bisogno di un'infermiera..."
"No. Lo sai che non me la posso permettere!"
"Ecco. Giusto di questo volevo parlarti. Chiedi tutto ciò di cui avrai bisogno e poi penserò io alle spese. Ti prego permettimi di fare questo..."
"No. Grazie. Davvero non ne ho bisogno. Conosco una suora in quell'ospedale, mi assisterà lei, in cambio di una piccola offerta per il loro istituto..."
"Davvero non hai bisogno di nulla?"
"No." disse, pensando che ciò di cui aveva bisogno erano sincere dimostrazioni d'affetto, che certo non avrebbe ricevuto dalle sue sorelle...
Offrì ad Emilia un caffè, e le sorrise. In fin dei conti, era l'unica che si era scomodata per venirlo a salutare di persona, per abbracciarlo...Questa sorella era sempre stata la più affettuosa, la più buona, la più ingenua, forse un po' immatura...ma spontanea in tutte le sue manifestazioni...
Trascorsero un paio d'ore in allegria, parlando dei bei tempi della loro infanzia, dei momenti tristi dell'adolescenza, delle loro vite percorse per strade così diverse, e per qualche attimo, ritrovarono entrambe, il sapore delle loro emozioni di un tempo e si sentirono anche parte di una stessa famiglia...
Emilia guardò l'orologio e l'incantesimo si ruppe, si era fatto tardi e doveva andare.
EMILIA
Riparlare dei vecchi tempi gli aveva fatto salire un nodo alla gola: "Quando stai per morire, dicono, ripercorri velocemente la tua intera esistenza, quasi a farne un bilancio. Che sia arrivata la mia ora?" Scacciò quel pensiero per far posto ad un altro "No. Sto invecchiando e rimbambisco". Cercò nei suoi ricordi qualcosa che lo mettesse di buon umore, lo trovò: era il giorno del Battesimo di Emilia.
...Una stupenda giornata di sole quella domenica mattina, davanti al sagrato della chiesetta settecentesca, a Capodimonte...Simone stava ritto ed impettito nel suo abito scuro da cerimonia ed osservava la sua famiglia, erano tutti molto belli ed eleganti, in particolare sua madre che aveva da pochi giorni dato alla luce Emilia. La neonata era una bambina bellissima, rosea e paffuta con tanti capelli...
Quel giorno portava un sontuoso abito battesimale di pizzo e seta...C'erano anche gli invitati, moltissimi...tutti intervenuti ad accogliere la quartogenita del conte Alfonso...La cerimonia fu solenne...Dopo, durante il rinfresco Simone ottenne parecchi incarichi di "responsabilità", come, per esempio, tenere in braccio la sorellina di pochi giorni... E lui lo faceva con delicatezza e tanto amore, perché provava una tenerezza infinita per quel fagottino che dormiva quasi ininterrottamente...E tante altre piccole incombenze...Per la prima volta, nei confronti di una sorella, si era sentito il fratello maggiore...Già, nei confronti di questa bambina, sia lui che Carlotta, si erano sentiti molto responsabilizzati, ed avevano volontariamente assunto nei suoi confronti il ruolo di vice-genitori...
L'unica...
D'improvviso, Simone ricordò lo splendido patio, nella loro tenuta di Capodimonte in cui fu tenuto il rinfresco, era tutto ricoperto di glicini in fiore, che emanavano il loro profumo inebriante, il sole caldo...chissà perché, ora, gli tornavano alla mente quelle sensazioni... Più che gli avvenimenti ricordava gli odori, il calore del sole, i profumi delle signore che perdevano di risalto, paragonati alla fragranza del glicine...Già chissà perché?
Ripensò ad Emilia. Era nata nel periodo in cui ancora godevano di agi e privilegi, e il benvenuto che ricevette fu tra i più fastosi e solenni di quel periodo...Era il 1941 e l'Italia era entrata in guerra da un anno...Il problema al momento non toccava il conte Alfonso e la sua famiglia...Se non marginalmente...Il conte, infatti, trovava così disdicevoli quegli spiacevoli boati, che di tanto in tanto squassavano l'aria, togliendo, alla festa di Battesimo della sua piccola, quell'atmosfera di dorotea amenità...Non gli passava nemmeno per l'anticamera del cervello che in quel preciso momento, migliaia di persone morivano o venivano ferite...Tutta quella brutalità non gli apparteneva, fosse stato per lui, le guerre si sarebbero fatte a tavolino, razionalmente, sfruttando l'intelligenza...Era una concezione avanguardistica della politica internazionale, vista come una questione diplomatica, da affrontare in modo reciprocamente utile...Simone, fra sé, convenne che le idee di suo padre viste con gli occhi ed il ragionamento della maturità, non erano poi così distanti dalle sue, né così inaccettabili, come aveva sempre creduto...Alcune lo erano, come lo snobismo esasperato del conte, o la sua fatuità nel considerare l'altrui animo, o i suoi schemi arcaici sulle classi di appartenenza sociale...Ma per quanto concerneva la guerra, aveva proprio ragione...Il conflitto bellico era quanto di più barbaro l'uomo potesse inventare...Fabbricare carne da macello, generare morte e distruzione, togliere certezze e speranze, uccidere i sogni...L'incertezza era stato il leitmotiv dominante nella sua vita...Perché? E, ancora, perché, ora vedeva tutto sotto un'altra luce, con una chiarezza che non aveva mai posseduto prima? ...Non riuscendo a trovare una risposta adeguata, tornò al ricordo di Emilia bambina...
La sua sorellina divenne la "cocca" di casa... Era vezzeggiata, viziata e coccolata da tutta la famiglia, in special modo da genitori e "vice-genitori"...Crebbe anche lei...E ricevette tutto ciò cui gli altri avevano dovuto rinunciare...Carlotta voleva che studiasse danza, naturalmente oltre alla scuola...La iscrisse e le fece frequentare i corsi...Lei, Carlotta, lo aveva così tanto desiderato...ma non aveva potuto...Simone amava il "bel canto", voleva studiare da autodidatta e... aveva bisogno di qualcuno che sapesse suonare il pianoforte per accompagnarlo...Emilia studiò anche pianoforte... Era una bambina dotata di una notevole sensibilità artistica e riusciva bene in tutto ciò che intraprendeva...Alice, che non voleva essere da meno degli altri fratelli, incitò Emilia a praticare dello sport, forse cullava la recondita speranza di vederla oberata di impegni e costretta alla rinuncia...Ma avrebbe dovuto tener conto del carattere determinato ed orgoglioso della sorella...Iniziò a fare nuoto. L'istruttore la prese a ben volere e l'aiutò Ad entrare anche nel corso di tennis, che teneva un suo amico...
...Gli anni passavano...Ora, lei stava al Conservatorio, e procedeva negli studi a tambur battente, grazie all'intelligenza immediata e attiva di cui era dotata...Oltre ad essere una ragazza energica e coraggiosa, era anche un'esibizionista, le piaceva primeggiare ed essere al centro dell'attenzione, che accentrava su di sé in maniera esagerata, nell'ambito familiare come nella cerchia, molto vasta, delle sua amicizie, accuratamente snob...Già, strano anche questo, era l'unica della famiglia che frequentava ambienti esclusivi, già fin da piccola, pur senza essere la pupilla di qualche persona importante prima, né essere la fidanzata di...poi...Però, divenne la moglie di...
I suoi ricordi s'interruppero, non riusciva a togliersi un'idea dalla mente, era un tarlo che lo rodeva: "Certo, per una donna è tutto più facile, trova un marito, lui l'adora e per ringraziarla di riempire il suo mondo, mette la luna ai suoi piedi...". Perché, a certi uomini è data la gioia di dividere la propria vita con la donna che amano, mentre a certi altri, essa vien tolta? E perché a loro, poveri infelici, non resta altro che il tormento d'aver afferrato la felicità per un attimo e poi averla perduta per sempre? Non
trovò risposta. Ma rifletté sul perché avesse deciso di restare a vivere in quel paesino delle Langhe...Lì, era stato profondamente felice. E lì volle restare a vivere! Lo fece per orgoglio...Lo fece per sé stesso...Lì, e da nessun'altra parte avrebbe vissuto...Perché chi è stato felice in qualche posto, lì, e solo lì, ritrova qualcosa di familiare che gli ricorda la felicità che ha perduta, anche se ciò acuisce la disperazione...Chi non è mai stato felice, non vuole vivere da nessuna parte, perché in nessun luogo trova la pace né "si sente, finalmente, a casa!", perché pensa sempre di trovare altrove ciò che ancora non gli è riuscito di afferrare...Perché...l'insoddisfazione non dà pace?...Per la verità...nemmeno la disperazione!...
Simone decise di ascoltare un po' di musica, chissà perché‚ scelse la Polacca n.6 di Chopin...
...Quella musica gli rimandò l'immagine di Emilia nel giorno del suo decimo compleanno...Nel suo abitino bianco di velluto e pizzo, che Carlotta aveva confezionato per lei, sfavillava, aveva i capelli castani, raccolti in uno chignon, ed i suoi occhi verdi brillavano...Era raggiante di felicità, per i regali ricevuti, per la bella festa che la sua famiglia le aveva organizzato, permettendole anche di invitare alcune amiche...Ad un certo punto, le fu chiesto di mettersi al pianoforte a suonare. Le sue dita correvano agili ed eleganti sui tasti, eseguendo quel brano di Chopin, con bravura e sentimento...Tutti rimasero estasiati...Simone più degli altri! Era lui che aveva voluto che la sorellina studiasse pianoforte, ed a ragion veduta, visti i risultati ottenuti dopo quattro anni di studio...Quella sera lui e la sorellina parlarono a lungo dei loro sogni e dei loro progetti:
"Tesoro, sei stata bravissima, oggi, al pianoforte, non ti nascondo di essermi emozionato ad ascoltarti, a te piace, vero, studiare musica?"
"Si, Simone. Io amo moltissimo la musica, così come amo la danza e tutto ciò che è arte, ma..."
"Ma, cosa?"
"Simone, voi, tu, Carlotta, i nostri genitori, mi offrite tutto questo ed io ve ne sono profondamente grata, ma so che le nostre condizioni economiche non sono floride...E allora, penso che prima o poi dovrò interrompere questi studi per mantenermi, tutto ciò mi rattrista e vorrei che non succedesse, ma so che succederà..."
"Tu sei soltanto una bambina, non devi preoccuparti di queste cose. Ci pensiamo noi, noi adulti, intendo. Se questo è ciò che desideri realmente fare, poiché‚ sei veramente brava, noi ti aiuteremo a realizzare questo sogno. Ma, esattamente, cos'è che vorresti fare da grande?"
La risposta di sua sorella lo lasciò di stucco, sapeva che amava suonare il pianoforte, ma mai avrebbe immaginato che lei desiderasse farne una professione...
Nessun commento:
Posta un commento